Il cucciolo, sia che ci si riferisca al cane o al gatto, nasce senza denti. L’eruzione dei denti da latte inizia intorno alla 2°- 3° settimana e si completa intorno a circa 55 giorni di età. I denti da latte a partire dai tre mesi, anche quattro mesi nelle razze di cani di piccola taglia, inizieranno ad essere sostituiti gradualmente da quelli definitivi. L’80 % dei cani e gatti oltre tre anni presentano alla visita clinica già problemi dentali. Infatti, dall’eruzione dei denti definitivi nei nostri animali, giorno dopo giorno, inizia ad accumularsi la placca dentale costituita da residui di cibo e batteri che attecchiscono e si moltiplicano sullo smalto dentale danneggiandolo e causando stomatiti e gengiviti. La rapidità di questo accumulo dipende da diversi fattori, alcuni intrinseci al nostro animale, ad esempio il suo modo di masticare o una non corretta occlusione dentaria, altri estrinseci, ad esempio cosa gli diamo da mangiare.
PROBLEMI DI TARTARO
I cani di piccola taglia, inferiore agli 8 kg, sono maggiormente predisposti alla formazione di tartaro, che si presenta prima e più gravemente rispetto ai cani di grossa taglia.
• La soggettività e resistenza del sistema immunitario,i batteri stimolano il sistema immunitario in caso di gengivite. La velocità di aggravamento della malattia in periodontite, dipende dalla risposta soggettiva dell’animale. Anche la composizione della saliva influisce.
• Con l’avanzare dell’età, la malattia pare avere un decorso più veloce.
• Per il gatto anche la razza: Siamesi, Persiani, Abissini, Burmesi e Maine Coon, sono più frequentemente soggetti a stomatiti da tartaro.
Con il tempo la placca tende a mineralizzarsi sul dente e a sviluppare i primi depositi di tartaro. In questa prima fase la gengivite che ne deriva è ancora reversibile rimuovendo il tartaro depositato. Persistendo nel tempo il tartaro continua ad accumularsi, fungendo esso stesso da protezione per la moltiplicazione batterica che si estende sempre più in profondità sfociando nella parodontite. La parodontite (cronicizzazione della gengivite) è un’affezione del cavo orale irreversibile caratterizzata da retrazione delle gengive, perdita dell’osso di supporto del dente e della radice.
SINTOMI DI PROBLEMI DENTALI
- Alitosi: l’alito pesante è tipico del cane con eccessiva placca e tartaro.
- Scialorrea: una salivazione eccessiva può essere associata a problemi dentali, soprattutto se in fase avanzata.
- Se l’animale di solito giocava con un oggetto masticandolo, oppure era in grado di mordere giocando e adesso non lo fa più, è un chiaro segno di dolore che ti deve far sospettare di un problema dentale.
• Se, aprendo la bocca e ispezionandola noti che le gengive sono arrossate, anche in assenza di grosse placche di tartaro, significa che c’è un problema.
• L’osservazione dei denti laterali deve mostrare denti bianchi e puliti. Se sono marroni e incrostati, significa che c’è eccesso di tartaro e che è da togliere.
• Può capitare che le gengive possano sanguinare (come per noi). Questo è segno di malattia gengivale. Fai attenzione se trovi sangue sui giochi che usa o nella ciotola dell’acqua.
• Se non si lascia toccare facilmente la bocca è segno di dolore e deve farti insospettire.
• Nonostante non sia un sintomo univoco di problema dentale, il rifiuto del cibo, potrebbe essere associato anche a dolore.
COME LAVARE I DENTI NEL MODO CORRETTO?
Per prima cosa, sarà necessario avere il corredo adatto per la pulizia dei denti:
• spazzolino per cani e gatti: un modello con le setole morbide, dotato di manico sufficientemente lungo ed ergonomico e di formato adatto alla taglia dell’animale, oppure uno spazzolino da dito, da indossare come un ditale;
• dentifricio per cani e gatti: in commercio ci sono molte varianti, anche con gusti particolarmente appetibili. Non bisogna mai usare il dentifricio ad uso umano: quasi tutti contengono fluoro e xilitolo, sostanze potenzialmente tossiche.
Prima di iniziare a lavare i denti, fare assaggiare all’animale un po’ di pasta dentifricia. Avrà così modo di abituarsi al gusto del prodotto e lo accetterà più di buongrado quando glielo presenterai sullo spazzolino. La tecnica più efficace consiste nell’applicare una piccola quantità di dentifricio su un dito, quindi presentarlo; quando avrà annusato e leccato il prodotto, si potrà spalmare delicatamente
la parte restante nella bocca dell’animale, passando il dito su denti e gengive.
Stesso procedimento per lo spazzolino, prima di introdurre lo spazzolino nella bocca, lasciarlo familiarizzare con lo strumento, per poi permettergli di leccare un po’ di dentifricio direttamente dallo spazzolino. Quando apparirà sufficientemente rilassato, si può iniziare a spazzolargli qualche dente. L’ideale è iniziare dai canini, che sono più lunghi e più facili da pulire; in seguito, i denti posteriori (molari e premolari), gli incisivi solo alla fine, visto che si tratta dei denti più sensibili.