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Cortisolo e sonno: un equilibrio fondamentale per il benessere
Ti è mai capitato di sentirti particolarmente stanco durante il giorno e, allo stesso tempo, di avere
difficoltà ad addormentarti la sera? Oppure di svegliarti nel cuore della notte con la mente già piena di
pensieri?
In molti casi questi disturbi possono essere influenzati da diversi fattori, tra cui stress, abitudini di vita e
alterazioni del ritmo sonno-veglia. Tra i protagonisti di questo delicato equilibrio troviamo il cortisolo, un
ormone essenziale che, oltre a regolare la risposta allo stress, svolge un ruolo importante nel determinare
quando il nostro organismo è pronto a essere attivo e quando, invece, è il momento di riposare.
Comprendere il rapporto tra cortisolo e sonno permette di adottare strategie efficaci per migliorare il
riposo e, di conseguenza, il benessere generale.
Il ritmo circadiano del cortisolo
Il nostro organismo segue un vero e proprio “orologio biologico”, chiamato ritmo circadiano, che regola
numerose funzioni fisiologiche nell’arco delle 24 ore. Anche il cortisolo segue questo ritmo naturale. In
condizioni normali: raggiunge i livelli più alti nelle prime ore del mattino; favorisce il risveglio e la
sensazione di energia; diminuisce gradualmente durante la giornata; raggiunge i valori più bassi nelle ore
serali e durante la notte.
Questo andamento permette al corpo di alternare correttamente momenti di attività e di riposo. Quando il
ritmo circadiano viene alterato, possono comparire difficoltà ad addormentarsi, risvegli frequenti e sonno
poco ristoratore.
Perché il cortisolo aumenta al mattino?
Molte persone si sorprendono quando scoprono che il cortisolo è naturalmente più alto al risveglio.
In realtà si tratta di un fenomeno del tutto fisiologico.
Nelle prime 30-45 minuti dopo il risveglio si verifica il cosiddetto Cortisol Awakening Response (CAR),
cioè un aumento temporaneo della produzione di cortisolo.
Questo meccanismo aiuta l’organismo a: aumentare il livello di attenzione; migliorare la concentrazione;
preparare muscoli e cervello alle attività della giornata; favorire il metabolismo energetico.
Un aumento del cortisolo al mattino, quindi, rappresenta un segno del normale funzionamento
dell’orologio biologico.
Cosa succede quando il cortisolo rimane alto la sera?
La sera il cortisolo dovrebbe progressivamente diminuire. Quando ciò non avviene, il cervello può
ricevere un “messaggio” di allerta, come se fosse ancora il momento di restare vigili.

Questo può tradursi in: difficoltà ad addormentarsi; sonno leggero; frequenti risvegli; sensazione di non
aver riposato abbastanza. Molte persone descrivono una situazione ben nota: appena si spengono le luci,
iniziano a ripensare agli impegni della giornata o alle preoccupazioni per il giorno successivo. Questa
attivazione mentale può contribuire a mantenere elevata la risposta allo stress, rendendo più difficile
l’inizio del sonno.
Lo stress cronico può influire sul sonno?
Sì. Lo stress prolungato rappresenta uno dei principali fattori che possono compromettere la qualità del
riposo. Quando l’organismo percepisce una situazione di tensione continua, tende a mantenere attivi i
sistemi che favoriscono lo stato di allerta.
Di conseguenza possono comparire: difficoltà ad addormentarsi; sonno frammentato; risvegli precoci;
stanchezza al risveglio; difficoltà di concentrazione durante il giorno.
Non tutte le persone reagiscono allo stress nello stesso modo. Alcune dormono molto, altre faticano ad
addormentarsi, mentre altre ancora si svegliano ripetutamente durante la notte.
Il circolo vizioso tra cortisolo e insonnia
Il rapporto tra sonno e cortisolo funziona in entrambe le direzioni. Da una parte, livelli elevati di cortisolo
possono rendere più difficile dormire. Dall’altra, dormire poco o male può contribuire ad alterare la
regolazione del cortisolo.
Si crea così un vero e proprio circolo vizioso: lo stress aumenta il cortisolo; il cortisolo elevato peggiora il
sonno; il sonno insufficiente rende l’organismo più vulnerabile allo stress; il cortisolo continua a rimanere
alterato. Interrompere questo meccanismo richiede spesso piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane.
Anche la melatonina entra in gioco
Quando si parla di sonno, non si può dimenticare la melatonina, l’ormone che favorisce
l’addormentamento. Melatonina e cortisolo seguono ritmi opposti.
In condizioni normali la melatonina aumenta nelle ore serali, invece il cortisolo diminuisce; durante il
mattino la melatonina si riduce mentre il cortisolo torna ad aumentare.
Questo equilibrio permette il corretto alternarsi di sonno e veglia. L’esposizione alla luce artificiale nelle
ore serali, l’uso prolungato di smartphone e tablet o i turni di lavoro notturni possono alterare questo
delicato meccanismo.
Come favorire un corretto ritmo del cortisolo
Sebbene non sia possibile eliminare completamente lo stress, alcune semplici abitudini possono aiutare a
rispettare il naturale ritmo dell’organismo.
Mantenere orari regolari
Andare a dormire e svegliarsi ogni giorno a orari simili aiuta l’orologio biologico a funzionare
correttamente. Anche durante il fine settimana è preferibile evitare grandi variazioni.
Esporsi alla luce naturale
La luce del mattino rappresenta uno dei principali segnali che regolano il ritmo circadiano. Bastano 20-30
minuti di esposizione alla luce naturale nelle prime ore della giornata per aiutare il cervello a
sincronizzare il ciclo sonno-veglia.

Ridurre la luce blu la sera
Televisori, computer, smartphone e tablet emettono una luce ricca di componenti blu che può interferire
con la produzione di melatonina. Limitare l’utilizzo di questi dispositivi almeno un’ora prima di coricarsi
può favorire il rilassamento.
Evitare pasti molto abbondanti prima di dormire
Una cena eccessivamente ricca può rendere più difficile il riposo. Meglio preferire pasti leggeri e
facilmente digeribili nelle ore serali.
Limitare caffeina e alcol
La caffeina può interferire con l’addormentamento se assunta nel tardo pomeriggio o alla sera. Anche
l’alcol, sebbene inizialmente favorisca la sonnolenza, tende a peggiorare la qualità del sonno durante la
notte.
Fare attività fisica con regolarità
L’esercizio fisico rappresenta un valido alleato per migliorare il sonno. È preferibile evitare allenamenti
particolarmente intensi nelle ore immediatamente precedenti il riposo, soprattutto se rendono difficile
rilassarsi.
Creare una routine serale rilassante
Leggere un libro, ascoltare musica tranquilla, praticare esercizi di respirazione o dedicarsi a un’attività
rilassante può aiutare il cervello a prepararsi al sonno.
Quando è opportuno parlarne con il medico?
Dormire occasionalmente poco può capitare a chiunque. È consigliabile rivolgersi al medico quando:
l’insonnia dura da diverse settimane; ci si sveglia frequentemente durante la notte;la sonnolenza diurna
compromette le attività quotidiane; sono presenti russamento importante o pause respiratorie durante il
sonno; il sonno non è mai realmente ristoratore.
Il medico potrà valutare le possibili cause e, se necessario, indicare eventuali approfondimenti.
Domande frequenti
Il cortisolo alto provoca sempre insonnia?
Non necessariamente. Alcune persone con livelli elevati di cortisolo riferiscono difficoltà ad
addormentarsi o risvegli frequenti, ma il sonno può essere influenzato anche da numerosi altri fattori.
Dormire poco aumenta il cortisolo?
Sì. La privazione di sonno può alterare il ritmo circadiano e influenzare la regolazione del cortisolo,
contribuendo a mantenere l’organismo in uno stato di maggiore attivazione.
La melatonina abbassa il cortisolo?
La melatonina non ha lo scopo di ridurre direttamente il cortisolo. Il suo ruolo principale è quello di
favorire l’addormentamento e contribuire alla regolazione del ritmo sonno-veglia.

Fare sport migliora il sonno?
Nella maggior parte dei casi sì. L’attività fisica regolare favorisce un sonno di migliore qualità e
contribuisce anche alla gestione dello stress. È consigliabile scegliere l’orario più adatto alle proprie
esigenze, evitando allenamenti molto intensi poco prima di coricarsi se interferiscono con il rilassamento.

Conclusione
Il cortisolo e il sonno sono strettamente collegati e si influenzano reciprocamente. Un corretto ritmo
circadiano permette di affrontare la giornata con energia e di favorire un riposo notturno ristoratore. Al
contrario, stress cronico, abitudini scorrette e sonno insufficiente possono alterare questo equilibrio,
creando un circolo vizioso che incide sul benessere generale. Prendersi cura del proprio sonno significa
anche prendersi cura dell’equilibrio ormonale. Piccoli cambiamenti nella routine quotidiana, come
mantenere orari regolari, esporsi alla luce naturale e limitare l’uso dei dispositivi elettronici la sera,
possono fare una grande differenza nel tempo.

Il consiglio del farmacista
Se attraversi un periodo di stress, fai fatica ad addormentarti o il sonno non è più ristoratore, parlane con il
tuo farmacista. Potrà offrirti consigli su una corretta igiene del sonno e aiutarti a scegliere, quando
appropriato, prodotti che favoriscano il rilassamento, ricordandoti quando è opportuno rivolgerti al
medico per una valutazione più approfondita.