Skip to main content

Con la fine dell’inverno inizia un periodo che, per una persona su quattro può risultare molto fastidioso, quello delle allergie. Quelle respiratorie, tipicamente diffuse in primavera durante il periodo delle fioriture, comportano l’infiammazione di naso, occhi e bronchi causata dall’inalazione degli allergeni, veicolati nell’aria. Rinite, congiuntivite e asma allergico sono le principali manifestazioni della patologia, che interessa dal 10% al 20% della popolazione, con peggioramento della qualità della vita e del sonno.

POLLINE E INQUINANTI

Il disturbo è più frequente nei paesi più sviluppati e nei centri urbani; si tratta inoltre di una patologia in evoluzione, che sembra peggiorare nel tempo. Nel corso degli ultimi 30-40 anni, infatti, sembra che a causa del riscaldamento globale le stagioni siano diventate progressivamente più prolungate, e con cariche polliniche sempre più elevate. Le piante si adattano al clima e il caldo umido causa una
grande produzione di polline; anche le particelle di inquinamento, inoltre, sembrano essere coinvolte nel trasformare il polline da sostanza tollerata ad allergene. L’unione di polline e inquinanti risulta più irritante sul sistema immunitario, con peggioramento delle condizioni degli individui allergici.

GLI ALLERGENI RESPIRATORI

Si tratta di sostanze presenti nell’aria che vengono inalate e respirate: gli allergeni stagionali, i cosiddetti pollini, sono presenti solo in certi
periodi dell’anno, quando le piante disperdono i pollini a fini riproduttivi. Esistono poi gli allergeni perenni, come acari, muffe e pelo di animali, oltre che quelli legati all’esposizione professionale in alcuni ambienti di lavoro. Tra gli allergeni stagionali più comuni, nella categoria delle erbe, vi sono graminacee, ambrosia e parietaria; cipresso, betulla, ontano, nocciolo, carpino olivo, platano sono le piante più comunemente causa di allergia respiratoria. La presenza di allergeninell’aria è variabile, e dipende da diversi fattori: la temperatura, la quantità di luce solare, l’altitudine e l’umidità. È inoltre variabile in base al territorio, con differenze importanti tra aree del nord, centro e sud Italia.

I SINTOMI

I principali sintomi delle allergie respiratorie sono la rinite, ossia l’infiammazione delle mucose nasali,  e la congiuntivite. Prurito, pizzicore, rinorrea (naso che cola) starnuti ripetuti, occhi arrossati, lacrimazione, ostruzione nasale e, a volte, diminuzione temporanea dell’olfatto sono le tipiche manifestazioni delle crisi allergiche. La congiuntivite allergica causa l’infiammazione della congiuntiva, ossia la membrana che riveste la parte bianca dell’occhio e la superficie interna delle palpebre. Nel caso dell’asma allergico i sintomi più importanti sono a carico dei bronchi, con tosse e mancanza di respiro, o respiro sibilante specie durante la notte. La sintomatologia può diventare, per alcune persone, molto intensa e invalidante, e interferire con il sonno lasciando segni come affaticamento durante il giorno, intontimento e irritabilità.

COME SI FA LA DIAGNOSI?

La diagnosi di allergia respiratoria parte dall’osservazione dei sintomi, e dal periodo in cui si presentano. Esistono però dei test specifici, mirati a identificare precisamente il tipo di allergene al quale la persona è sensibile. Il prick test è il primo test di riferimento; consiste nel mettere a contatto gli allergeni con la pelle, attraverso una piccola puntura con una goccia di ciascun allergene sull’avambraccio. Il test -semplice, economico, rapido e sicuro- viene eseguito dallo specialista allergologo. Altri esami, di secondo livello, si basano su un prelievo
di sangue e prevedono il dosaggio delle IgE specifiche, ossia degli anticorpi che l’organismo produce in risposta allo stimolo per ogni singolo
allergene, e che causano il processo infiammatorio che ne consegue. Questo tipo di analisi permette di individuare precisamente verso quale proteina della fonte allergenica sono dirette le IgE, e quindi di distinguere tra pazienti allergici a più allergeni e pazienti sensibili ad allergeni presenti in più fonti.

COME SI CURANO?

La rinite allergica non è in sé una patologia grave, ma rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo di asma, soprattutto se si tratta di allergeni perenni come acari della polvere, pelo di animale, muffe. Anche la pollinosi, comunque, nel periodo più intenso della stagione di fioritura, può causare tosse persistente e complic are il quadro di una classica allergia stagionale. Per sette persone allergiche
su dieci, infatti, la rinite e l’asma si presentano insieme, con l’aggravamento dei sintomi e la necessità di farmaci specifici. La terapia per le allergie respiratorie è in primo luogo diretta a controllare i sintomi, a livello di naso e occhi. Le terapie farmacologiche con antistaminici, spray a base di cortisonici, colliri devono essere prescritte dal medico. Quando è presente l’asma allergico, vengono in genere prescritte combinazioni di farmaci, mirate a facilitare la dilatazionedei bronchi; si tratta di una terapia che deve essere necessariamente gestita dallo specialista.

CONSIGLI

Quando si sospetta una allergia respiratoria, la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio medico. Nel caso di sintomi intensi sarà prescritta una prima terapia per migliorare i fastidi. Una visita specialistica allergologica è necessaria per identificare precisamente gli allergeni responsabili del disturbo. Alcuni accorgimenti possono, in caso di rinite e congiuntivite, evitare il peggioramento della situazione.
• Quando possibile, evitare di esporsi agli allergeni noti. In generale, chi soffre di allergia stagionale può consultare i calendari pollinici per conoscere il periodo di fioritura delle piante responsabili delle manifestazioni allergiche nelle varie regioni.
• No al fai da te: tutte le terapie devono essere prescritte dal medico.
• Evitare di toccare e sfregare gli occhi, anche se il prurito è fastidioso. Alcuni prodotti idratanti e lubrificanti possono essere usati per migliorare i sintomi e limitare i danni oculari dovuti all’infiammazione persistente, ma nessuno di questi può agire sulla causa scatenante.
• Per la rinite può essere di aiuto fare lavaggi nasali con appositi prodotti.
• Evitare l’uso di cortisonici a lungo termine.
• Ogni prodotto decongestionante o vasocostrittore deve essere utilizzato con la massima cautela da chi soffre di ipertiroidismo, ipertensione, diabete, disturbi cardiaci.
• Prima di usare qualsiasi collirio chiedere consiglio al medico.
• In ogni caso non usare prodotti aperti da più di sette giorni.
• Fare uso di occhiali da sole con filtro di buona qualità.
• Non applicare lenti a contatto nel periodo di allergia.