Skip to main content

È stato dimostrato che 120 minuti di esposizione al sole alla settimana, rispettando alcune fondamentali regole, sono benéfici per la salute psicofisica.

Se invece ci si espone al sole sconsideratamente, senza protezione e nelle ore del giorno in cui i raggi solari sono più “aggressivi”, è possibile che si verifichino spiacevoli conseguenze.

I raggi UVA, responsabili del photoaging, intaccano i cheratinociti del collagene e dell’elastina, gli UVB possono causare danni seri, uno di questi il MELANOMA. La LUCE BLU è tra i principali responsabili di infiammazioni, secchezza, melasma.

Anche il CALORE è pericoloso in quanto responsabile del processo di invecchiamento accelerato che danneggia la componente proteica cutanea e l’acido jaluronico.

Lo schermo solare (fotoprotettore) non inibisce la sintesi della Vitamina D infatti, i fattori di protezione SPF50 E SPF30 proteggono fino al 98-97%. Il restante 2-3% delle radiazioni raggiungono la cute, promuovendone la conversione con soli 10 minuti di esposizione al giorno.

La protezione solare può limitare ma non impedire l’insorgere di malattie come il MELANOMA che nella maggior parte dei casi origina sulla cute danneggiata.

Gli schermi solari sono diversi tra loro. La suddivisione CEE prevede FILTRI ORGANICI e FILTRI MINERALI.

I primi assorbono le differenti lunghezza d’onda trasformandole in energia termica, i secondi riflettono e disperdono le radiazioni come specchi.

I prodotti “recenti” associano queste due proprietà combinando le due tipologie.

Le versioni “Waterproof” vanno applicate di frequente, perché la loro efficacia lentamente diminuisce.

Le linee guida consigliano la riapplicazione delle creme solari ogni due ore.

Gli integratori sono altrettanto validi, agendo sul potenziamento dell’azione antinvecchiamento cutaneo.

Infine, l’uso di un copricapo è fortemente consigliato. Non esclude però l’uso dei filtri solari anche se protegge il viso da buona parte dei raggi solari.

Abbandoniamo il mito del “sono abbronzato e quindi protetto”, poiché l’abbronzatura non risparmia la penetrazione dei raggi UV.

E ora che fare? Tutti a spiaggia per la tintarella, sicuri e protetti!!!!